Tumore della Vescica

Nei tumori di interesse urologico, quello vescicale rappresenta per frequenza la seconda neoplasia dopo l’adenocarcinoma prostatico con un rapporto maschi femmina di circa 4:1. Interessa soprattutto soggetti in età compresa tra i 50 e gli 80 anni di vita.

 

Tra i fattori eziologici si evidenziano: il fumo di sigaretta, l’esposizione professionale a sostanze chimiche, abuso di analgesici, i fattori dietetici, la radioterapia e gli agenti chemioterapici e per concludere i fattori genetici.

 

Il sintomo principale della neoplasia vescicale è l’ematuria macroscopica, in un terzo dei pazienti si associa ad una sintomatologia disurica, con urgenza, bruciore e pollachiuria. A volte, se la neoplasia infiltra i meati uretrali, può comparire dolore al fianco secondario all’idronefrosi.

Gli stati avanzati della neoplasia vescicali sono accompagnati da sintomi generali quali, perdita di peso, astenia e febbre. Nella terapia della neoplasia vescicale superficiale, momento fondamentale è la resezione endoscopica trans uretrale (TURV) da cui deriverà l’esame istologico atto a valutare la stadiazione della malattia.

TURV - Asportazione dei tumori vescicali

L’intervento di TURV viene eseguito per l’ asportazione dei Tumori vescicali (papillomi).

Questa tecnica di base della chirurgia endoscopica utilizza il resettore, che viene inserito in vescica attraverso l’uretra.

 

La vescica viene distesa con una soluzione irrigante.

Fondamentalmente l’intervento si svolge in un tempo di asportazione della neoformazione e in un tempo di emostasi-coagulazione della sede d’impianto del tumore.

 

La durata dell’intervento varierà a seconda del volume e numero delle neoformazioni, della sede e in base alla superficialità o profondità.

A termine intervento verrà posizionato un catetere vescicale a tre vie a cui verrà collegato un lavaggio continuo della vescica, con lo scopo d’irrigare la stessa non permettendo la formazione di coaguli.

 

In un regolare decorso postoperatorio si procederà alla dimissione del paziente dopo circa tre giorni, previa sospensione prima del lavaggio vescicale e dopo la rimozione del catetere vescicale.

 

Risulta possibile che le urine anche dopo alcuni giorni presentino variazioni ematiche.

La Turv occupa un ruolo d’importanza preminente in quanto fornisce la diagnosi istologica e pertanto permette all’urologo d’impostare il corretto follow-up (iter terapeutico).

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